Perché l’omeopatia?

In qualità di farmacista appassionato di omeopatia da oltre 20 anni, sono lieto di poter condividere alcune riflessioni su questa meravigliosa arte di guarigione lasciataci in eredità da Samuel Hahnemann.

Perché l'omeopatia ha cristallizzato tante passioni opposte, soprattutto negli ultimi anni?

Come sai, l’omeopatia è una pratica medica nata nel 1810, quando fu pubblicato l’Organon dell’Arte di Guarire di Samuel Hahnemann, che rappresenta il culmine di oltre 20 anni di riflessioni ed esperienze cliniche.

L’omeopatia si basa su 4 principi ben noti, che qui riporto in breve

  • Il principio di somiglianza
  • Il principio di infinitesimalità, o diluizione
  • Il principio della dinamizzazione o succussione
  • Il principio di globalità (l’individuo viene considerato come un insieme)

La semplice menzione di questi principi è sufficiente per capire perché l’omeopatia suscita così tanti dibattiti appassionati e, soprattutto, tanta opposizione.

È come se l’omeopatia fosse l’esatto contrario della nostra medicina convenzionale:

  • Personalizzato contro generalizzato
  • Somiglianza contro contrasto
  • Diluizione rispetto alla dose-risposta
  • Fisica quantistica contro fisica classica,

Poiché sono un farmacista e non un fisico, non mi addentrerò nelle spiegazioni della fisica quantistica.

Tuttavia, se vuoi approfondire (in modo leggero) l’argomento, ti invito a leggere un libro pubblicato da Exuvie dal titolo “Science Homéopathie et physique des hautes dilutions” (Scienza omeopatica e fisica delle alte diluizioni).

Si tratta di una sintesi raffinata che permette di comprendere il funzionamento quantistico dell’acqua, che diventa una solida ipotesi fondamentale per spiegare il funzionamento dell’omeopatia.

Ma torniamo a L’Organon, l’arte di guarire, un’opera di assoluta genialità che ogni buon omeopata dovrebbe aver letto più volte nella sua vita, tanto è incredibilmente vero ciò che contiene

Non commenterò tutti i 200 aforismi, ma solo uno, il numero 45, che ha parlato direttamente alla mia anima di farmacista. Lo cito in extenso:

Due malattie artificiali o naturali, diverse nel tipo ma molto simili nelle loro manifestazioni e nei loro effetti, così come nelle sofferenze e nei sintomi che ciascuna di esse provoca, si annientano invariabilmente l'una con l'altra non appena si incontrano nell'organismo, per un motivo molto semplice: la forza patogena più forte, quando invade l'organismo, a causa della sua somiglianza d'azione, colpisce esattamente le stesse regioni dell'organismo che erano state precedentemente colpite dall'irritazione morbosa più debole. Di conseguenza, quest'ultima non può più agire in queste aree, ma si estingue.

In altre parole, la nuova forza patogena, simile ma più forte, controlla il sistema nervoso del paziente e da quel momento in poi la forza vitale, a causa della sua particolarità, non può più sentire quella simile più debole, che si estingue, poiché non è mai stata qualcosa di materiale, ma un affetto dinamico immateriale.

Conclude che la guarigione funziona in questo modo:

  • Il rimedio dinamizzato, scelto in base alla somiglianza dei sintomi, produce una malattia artificiale simile a quella naturale, ma leggermente più forte.
  • L’affetto naturale di natura immateriale, essendo più debole, si affievolisce e poi scompare.
  • Quando l’affetto artificiale si esaurisce gradualmente, il paziente viene finalmente liberato e guarito.

E questo aforisma ha appena trovato una risonanza nell’opera di exuvie citata sopra!!!!

Un altro omeopata meno conosciuto ma altrettanto brillante, Jan Scholten, è un suo contemporaneo.

Sviluppò una nuova ed esaustiva sintesi basata sulla tavola periodica degli elementi chimici di Mendeleïev e sulla patogenesi omeopatica:

Il risultato è la teoria degli elementi, la cui validità è stata confermata empiricamente da migliaia di casi clinici.

La teoria degli elementi rafforza l’antica patogenesi dei rimedi, gettando nuova luce su molti sintomi e conferendo loro una notevole coerenza complessiva.

La forma omeopatica della tavola periodica è quella corrispondente alla convenzione internazionale IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry).

GUARDA LA PITTURA PERIODICA DI JAN SCHOLTEN

La forma moderna della tavola periodica omeopatica ha 7 righe chiamate SERIE e 18 colonne chiamate PASSI.

La sequenza degli elementi in base al numero atomico si basa sull’aumento del numero di protoni. All’aumentare del numero atomico, gli elementi diventano sempre più pesanti.

L’elemento 1, l’idrogeno, ha un elettrone e un protone, il successivo, l’elio, ha 2 protoni e 2 elettroni, il litio ha 3 elettroni e 3 protoni, ecc…

Il nucleo di un elemento, con i suoi protoni e neutroni, rappresenta la maggior parte della sua massa.

È la vita interiore di un elemento, il suo io.

Enormi forze nucleari lo tengono insieme. Gli elettroni hanno un effetto trascurabile sulla massa dell’atomo, la loro funzione è diversa: determinano le sue relazioni elettrochimiche con il mondo esterno, creando legami chimici che servono come base molecolare di tutta la materia formata.

Tutta la ricchezza delle forme della natura è costituita da legami chimici.

Se osserviamo la tavola periodica omeopatica, ad esempio la serie del carbonio, l’elemento litio, il più a sinistra, pone la prima pietra della serie: si riempie da sinistra a destra con un elettrone in più ad ogni tappa fino a raggiungere il limite destro, dove è completo con 8 elettroni e l’elemento fluoro.

Man mano che si sale nella serie, il peso molecolare e la complessità dei nuclei aumentano, rendendo gli elementi sempre più instabili fino a raggiungere il decadimento radioattivo con la serie 7 dell’uranio.

Ogni serie inizia dal passo 1.

Ad esempio, la serie della silice inizia con l’elemento sodio Na: questi elementi cedono facilmente il loro primo elettrone e passano a qualsiasi nuovo legame senza pensarci troppo.

Esiste una logica di evoluzione attraverso i 18 stadi, la metafora del ponte:

1. Sto camminando e all’improvviso c’è un fiume che mi spaventa.

2. un fiume verso il quale è meglio tornare indietro

3. un fiume: scannerizzeremo tutte le possibilità (scandium)

4. costruiamo un ponte, ma la cosa finisce lì.

5. Sì, stiamo costruendo il ponte, ma forse domani avremo una montagna da scalare.

6. costruiremo questo ponte:

7. ok costruiamo, organizziamo insieme come una squadra

8. l’esercito romano come una tartaruga, inarrestabile, che lavora duramente e va fino in fondo.

9. il ponte è finito, è fantastico ma non ci camminiamo sopra perché potrebbe crollare; paura prima degli esami; nervosismo per non aver superato l’esame nonostante l’impegno profuso

10. la parte superiore

11. possiamo già vedere la caduta; Meryl Streep potrebbe fare un altro film?

12. gli insetti mangiano la corda, le termiti mangiano il legno; devi combattere per vincere, altrimenti muori.

13. il ponte sta per crollare, lo sappiamo, ma non lo accettiamo e quindi lottiamo a metà.

14. il ponte è ancora in piedi ma è rovinato

15. il ponte crolla davanti ai tuoi occhi

16. è stato bello quando abbiamo costruito questo ponte

17. non ha senso costruire ponti: ci sono cose migliori da fare.

18. che ha a che fare con un ponte

Una volta detto tutto questo, qual è la vera rivoluzione di questa scoperta?

In questo modo si dà vita all’intera tavola periodica e si possono sperimentare rimedi prima sconosciuti.

Se vuoi approfondire la teoria degli elementi, ti rimando ai due libri di Jan Scholten: L’omeopatia e gli elementi e La teoria degli elementi.

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